mercoledì 8 gennaio 2014

Bambola di carta da vestire: scarica il PDF


Non ho mai avuto una Barbie. E non me ne pento.
Quando ero piccola, nessuna delle mie amiche aveva una Barbie, che era un oggetto tanto desiderato quanto inarrivabile. Già, perché a quei tempi questa meravigliosa bambola si trovava solamente in negozi per ricchi (si chiamava Pewex), dove gli acquisti si pagava esclusivamente in dollari. E chi li aveva i dollari? I miei genitori no, e nemmeno i genitori delle mie amiche... Almeno non per comprare una Barbie, che tra l'altro era costosissima. Ogni tanto ci facevamo un giro in quel negozio (ma nemmeno tanto spesso, perché i commessi ci guardavano un po' con sospetto), camminavamo con i nasi incollati alla vetrina, spostando gli occhi da una meraviglia all'altra. Lì dentro era tutto così bello e colorato, e per noi piccoli davvero sconosciuto! E tra tante cose lei... Barbie, la perfezione fatta bambola. Per non parlare poi del fatto, che quella stupenda e sinuosa Barbie aveva a disposizione non solo i vestiti che portava addosso... Ma anche tanti altri vestiti meravigliosi, così da poterli cambiare tante e tante volte...

Chi, come me, ha vissuto negli primi anni ottanta in un paese comunista, sa com'era la vita all'ora: grigia, triste e con gli scaffali dei negozi vuoti. Quindi tutto quello che aveva un colore diverso dal grigio, dal marrone o dal blu, attirava i nostri sguardi in un istante...

La Barbie era desiderata da alcune mie amiche, ma a me interessava poco giocare con le bambole, lo trovavo noioso. Quindi non potevo sognare una Barbie. I miei interessi erano ben diversi, con una certa inclinazione verso i lavori manuali. Così, invece di passeggiare con una bambola in braccio, giravo per casa con un paio di forbici in una mano e con i pennelli nell'altra.

Per un certo periodo, io e le mie amiche siamo state molto prese dal gioco con le bambole di carta di nostra produzione. Il gioco aveva molti vantaggi: potevamo avere una bambola come ci piaceva: bionda, mora, con gli occhi chiari o scuri, alta o bassa... Ogni volta diversa visto che le disegnavamo noi! Poi: le bambole avevano tantissimi vestiti, sempre disegnati da noi stesse... Che meraviglia! Erano anche ecologiche, piccole e bidimensionali, le portavamo anche dentro i quaderni di scuola:-))) Altro che Barbie, se le facevi mettere il naso fuori casa rischiavi di tornarci senza...

Mi ricordo che facevamo dei veri e propri incontri in casa di ognuna di noi, a turno. Stavamo per ore a disegnare e ritagliare, circondate dai fogli di carta e dai colori. Poi mettevamo alle nostre bambole di carta i loro vestitini (che erano provvisti di linguette che permettevano loro di rimanere "attaccati" alla bambola) e... il gioco finiva lì. Poi si passava a un'altra bambola, un altro vestito, un'altro progetto :)))

Mi piaceva giocare a fare la stilista: inventavamo per le nostre bambole tutti i vestiti che noi stesse non avevamo; molto belli e colorati. Non avevamo bisogno di Barbie; ci bastava la nostra fantasia, un pezzo di carta e un paio di forbici.

Oggi volevo riproporre questo gioco, che - sono sicura - è conosciuto anche qui.
Ho disegnato una bambina e un po' di vestiti per abbinarli tra loro. Cliccate sopra il link, scaricate il file PDF e poi stampate i fogli, meglio se su un cartoncino. Poi ritagliate il tutto (lo so, questa è la parte meno divertente, ma se avete figli più grandi lo possono fare loro) e consegnate ai vostri bambini: sono sicura che si divertiranno (di certo staranno impegnati per un po'), e chissà... Magari anche loro giocheranno a fare gli stilisti creando dei nuovi vestiti!:-))





4 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Cinzia, anche tu lo sei (anche se in un ambito diverso:-)))

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  2. complimenti il tuo blog è pieno di cose bellissime ;)

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    Risposte
    1. Grazie, spero di esserti d'ispirazione!:-)))

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