mercoledì 26 febbraio 2014

Diventare bilingue: (non) è un gioco da ragazzi


Mi considero una bilingue. Non lo sono dalla nascita ma ho acquisito questa caratteristica con il tempo, essendo già adulta. A ventiquattro anni sono arrivata in Italia e ho cominciato a studiare la lingua. E per forza! Tutti sanno che il miglior modo per imparare una lingua è quello di studiarlo nel paese dove quella lingua si parla, esercitandosi a conversare con le persone del posto. Io ho fatto così. Ho lavorato, ho fatto conoscenze e ho parlato, parlato, parlato... Mi ha aiutato il fatto che non avevo nessuno che poteva aiutarmi a tradurre o a parlare al posto mio. Mi sono munita di un vocabolario e via! Pian piano, parola dopo parola apprendevo la lingua. Oggi dal momento del mio arrivo in Italia sono passati più di dodici anni e nel frattempo mi sono esercitata molto;-)).

Penso, sogno, parlo, scrivo in polacco. Ma altrettanto penso, sogno, parlo e scrivo in italiano: tutto dipende da dove e con chi sono, a chi mi rivolgo. Non voglio essere presuntuosa ma ho la sensazione di percepire nella vita di tutti i giorni le due lingue quasi allo stesso modo. Anche se di sicuro non ho la padronanza dell'italiano allo stesso livello del polacco. E non lo pretendo nemmeno, sono ormai troppo... ehm... diciamo grande per imparare alla perfezione una seconda lingua...;-))) Ma mi piacerebbe perfezionare il mio inglese e il tedesco. Chissà, magari quando Anastasia e Adele saranno un po' più grandi, riprenderò a studiare. Comunque, in questo post non volevo parlare di me.

Il fatto è questo: abbiamo due figlie piccoline, una ha adesso 2 anni, l'altra 5 mesi. Il nostro obiettivo come genitori, fin dall'inizio era quello di insegnargli tutte e due le lingue: l'italiano e il polacco. Istintivamente l'idea era quella di parlare sempre nella lingua madre - ognuno di noi genitori nella propria - davanti e con le nostre piccole. Così, per forza avrebbero imparato a parlarle prima o poi... Io ci credevo molto, pensavo che arerebbe stato semplice! Prima di avere figli credevo che essere bilingui è praticamente automatico, basta avere genitori che parlano lingue diverse o nascere in un paese diverso dalla tua nazionalità... Magari bastasse! Tutti - per l'effetto del sentito dire più che altro - dicono: "Così piccoli imparando in fretta!". Beh, la cosa non è così semplice come sembra a chi guarda da fuori... Almeno non per me.

Essere un genitore in un paese straniero non è affatto facile: il compito di insegnare la lingua d'origine è un'impresa quasi eroica! Mi sento un po' come quel poveraccio Sisifo, che spinge il suo macigno con tanta fatica su per la collina, per ritrovarselo puntualmente ancora più in basso. Ok, sto esagerando:-))) Ma intanto sento che comincia a diventare sempre più difficile...! Più passa il tempo e più diventa faticoso trasmettere quel bene prezioso qual è la MIA lingua d'origine. Mi trovo in un paese dove tutti attorno a me parlano una lingua diversa dalla mia, e io mi ritrovo da sola (in quel senso)...! Vorrei tanto che le mie figlie imparassero la lingua della loro madre, beh... Non pretendo nemmeno che parlino e scrivino correttamente; mi basterebbe  anche solo se capissero quello che gli dicono i nonni o le zie... E fossero in grado di rispondere qualche volta. Vorrei che quando andranno in vacanza in Polonia, possano muoversi e comunicare senza grosse difficoltà. Certo, oggi nell'era della tecnologia altamente sviluppata fare una traduzione attraverso degli strumenti appositi è un gioco da ragazzi, ma non è questo il punto. Si tratta di acquisire una ricchezza, apprendere un ritaglio di una cultura diversa, oltre il fatto di stimolare il cervello in modo efficiente.

Come faccio a insegnare la mia lingua alle mie figlie?
Prima di tutto cerco di parlare molto a Anastasia da quando è nata, e ora lo faccio anche con Adele. Ovviamente gli parlo in polacco. Sto con loro tutto il giorno perché faccio la mamma a tempo pieno, quindi ho molto tempo per poter chiacchierare. Racconto quello che facciamo, quello che vediamo in giro, poi faccio domande alle quali Anastasia ormai mi risponde, e io rispondo al posto di Adele (si fa per chiacchierare un po' durante il gioco o il cambio pannolino). Io chiedo, faccio la domanda in polacco, e Anastasia mi risponde... in italiano. Eh già...! Nonostante i miei sforzi, sembra che Anastasia preferisca l'italiano come lingua parlata. Ma almeno quando le parlo so che mi comprende, lo capisco dalle sue risposte. Mia figlia più grande - nonostante il luogo comune che dice che i bambini bilingui tardano a parlare - ha cominciato presto a dire le prime parole. Da lì a oggi ha fatto passi da gigante, ora dice frasi intere e la sua bocca non si chiude mai. Come da manuale però a volte mischia le parole, anche se raramente nella stessa frase. Di solito è così, dice le frasi intere in italiano, ma alcune parole, quelle che da me sente dire più spesso, le dice in polacco. Quindi forse un po' di speranza c'è...;-))

Praticamente tutti i giorni le leggo i libri in polacco, e anche quelli scritti in italiano subiscono la traduzione simultanea:-))). Voglio che mi sente parlare l'italiano il meno possibile. Ma c'è una trappola nella quale mi accorgo a volte di cadere: parlando con Anastasia mi capita di dire qualcosa in italiano perché penso che mi capisca meglio. So di sbagliare e cerco di correggermi sempre, ma è come se fosse automatico... E' dura avere il controllo di tutto.

Ci sono ancora i nonni, i miei genitori, che sono di grande aiuto perché parlano solo il polacco con la nipotina e gli effetti sono immediati. Ma durano poco, loro vengono qui due, tre volte all'anno e di sicuro non è molto. Ma di certo è un aiuto valido.
Potrei fare altro? La televisione ne guardiamo pochissimo e di solito la sera, quando il papà è a casa. Quindi per forza i programmi che guardiamo sono in lingua italiana. Chissà se sarebbe utile far vedere a Anastasia qualche cartone o programma in polacco?
Di certo è che se fossimo in due a parlare il polacco sarebbe più facile, ma Mino conosce non più di cinque parole quindi non posso contare su di lui;-)))

Un giorno mi sono imbattuta in uno dei siti più conosciuti che trattano il tema del bilinguismo, "Bilingue per gioco". Lì ho trovato un post (qui) che parlava del rifiuto da parte del bambino di parlare una lingua. Wohoooo, il tema ci riguarda! Secondo chi ha scritto l'articolo,  i motivi del rifiuto di parlare una lingua da parte del bambino possono essere diversi, ma io mi soffermo sui primi due, perché credo che gli altri non fanno al caso nostro:
  1. Il bambino sceglie di parlare la lingua che conosce meglio e nella quale è capace di esprimersi meglio. 
  2. Il bambino fa una scelta affettiva, sceglie di parlare nella lingua della persona alla quale è più legato.
Dunque: posso comprendere la scelta di mia figlia di parlare l'italiano, in quanto senza dubbio la lingua polacca è più impegnativa. Recentemente ho visto una classifica delle lingue più difficili del mondo e il polacco era addirittura al primo posto... Sinceramente mi resta difficile credere che i miei antenati abbiano perso tempo a complicare così la vita alle future generazioni! Comunque vedo che Anastasia non ha difficoltà ad esprimersi in italiano, in polacco se la cava molto peggio! Quindi è probabile che scelga la prima proprio per quel motivo.

Poi aggiungendo anche il punto due... Sì, potrebbe essere vero: recentemente ho scritto un post "Mia figlia preferisce il papà". E già il titolo spiega tutto... Se considero che Anastasia è legata molto a suo papà, allora non mi meraviglio che preferisca parlare l'italiano...

Ehhhh, povera me, tanti sforzi e non sto riuscendo ad avere il risultato desiderato!;-))) Forse dovrei accontentarmi di una figlia bilingue passiva - cioè che capisce la seconda lingua senza parlarla e scriverla. Poi considerando che a tre anni andrà alla scuola materna e non starà più con me tutto il giorno... Sono consapevole del fatto che potrà perdere l'interesse per il polacco. Conosco alcune mamme straniere che si trovano nella mia situazione, che hanno smesso di parlare ai bambini nella loro lingua perché questi rispondevano in italiano. Ma io non demordo! Mi sono promessa, con tutto l'appoggio di Mino, di continuare la mia missione;-))) Mi sento fortemente motivata e sono sicura che la mia caparbietà sarà ripagata. E sono molto curiosa di sapere come andrà a finire. Stay tuned!

foto Florian Klauer/Unsplash

8 commenti:

  1. Wiem zdania nie zaczyna sie od "wiec"... ale ja je wyjatkowo zaczne! :)
    WIEC.....
    Zacznijmy od tego, ze Diego to niemowa :).
    Malo gada po "naszemu" wiecej "po swojemu" :)
    Moja mama wlasnie od nas wyleciala tata przyjezdza w niedziele!
    Tak jak piszesz to napewno ulatwia sprawe.... ale czy 3-4razy w roku wystarczy?
    Mam nadzieje, ze tak!
    Coraz czesciej lapie sie na tym (zreszta piszesz o tym) ze mowie do malego po wlosku bo mysle ze mnie po polsku nie rozumie ale kochana tak nie jest!!!! Napewno i w Twoim przypadku.
    Zauwazylam, ze bawiac sie z moja mama Diego wykonywal wszystkie jej polecenia. Co mnie ogromnie zaskoczylo nawet te ktore slyszy bardzo zadko z moich ust albo wogole.
    Np. Nigdy nie bawilam sie z Diego w "sroczka dala na lyzeczke, na miseczke...."
    Mama tylko raz powiedziala wierszyk a Diego na zapytanie "Diego zrobimy srocze" lecial z wyciagnieta raczka do babci aby sie pobawic".
    Bylo duzo takich zaskakujacych mnie sytuacji.
    Wnioskuje, ze to My mamy ....mamy w glowie zakodowane, ze nasze dzieci musza lepiej mowic w jezyku wloskim bo tu sie urodzily, wychowuja, maja (beda miec) kolezanki i kolegow itd...
    ale to nie oznacza, ze nie beda mowic w jezyku polskim. Mam znajoma na poludniu WLoch ktora ma 8letniego syna. Przestala do niego mowic po polsku bo uwazala ze on i tak jej nie slucha i nie rozumie... Jakie bylo jej zdziwienie gdy po roku nieobecnosci w Polsce i z polaami Antos (jej syn) bawil sie i dogadywal doskonale z rowiesnikami? Krewnych rozumial i odpowiadal im po polsku. Z bledami i mieszajac jezyki na poczatku... ale po 2 tygodniach pobytu mozna bylo rzec ze to polskie dziecko :)
    Aga ostatnim razem jak bylam w Pl na poczatku pobytu rozmawialam z Diego po wlosku z obawy .....ze nie rozumie. Wszyscy mnie upominali i tak po paru dniach mowilam juz tylko po polsku a Diego rozumial... Najsmieszniejsze jest to, ze po powrocie do Wloch rozmawialam z dzieckiem po polsku z obawy ze WLOSKIEGO nie rozumie! To siedzi chyba w naszych glowach a nasze dwulatki doskonale rozumia oba jezyki!
    Ps. Sory za haotyzm ale pisze jedna reka a za druga ciagnie maly aby sie pobawic haha :)
    Buziaki!!!!!

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    1. no to musimy sie trzymac zasady, ze zawsze i wszedzie tylko po polsku, bo inaczej klapa... ja widze, ze kiedy naciskam to anastasia mowi po polsku wiecej, wiec musze sie przykladac i nie popuszczac:-)))

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  2. Aga, co prawda kompletnie nie rozumiem o czym piszesz, ale fotki obejrzałam - Tusia ma przepiękne te oczy, a Mamma dammi chlebek cudne :))) Aśka-The_Fragile

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  3. ciao! Bellissimo il tuo blog... questo argomento mi interessa veramente molto..un po' di tempo fa avevo proprio parlato del perché NON insegnare inglese ai propri bimbi (se non si è bilingui).

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    1. Benvenuta nel mio blog e grazie!
      Leggo/sento diverse volte mamme non bilingue che desiderano insegnare i propri bambini una seconda lingua (il più spesso proprio l'inglese). Io - come scritto nel post che è il racconto della mia esperienza - posso dire che è molto, molto difficile. E' difficile per chi è bilingue, figuriamoci per chi non lo è!
      Credo che la cosa più sensata sarebbe aspettare che il bambino impari bene la propria lingua d'origine (che non è così scontato), poi quando è più grande puntare sullo studio della seconda lingua, magari anche all'estero, attraverso una vacanza studio o altro.
      ciao e grazie! :)

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  4. Bellissimo post. Anche se sono italiana e il mio compagno pure, un giorno ci piacerebbe avere dei bimbi bilingui... sia che siamo all'estero sia che io torni in Italia. In bocca al lupo in quest'avventura! :)

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    1. Grazie della visita!
      Ora a distanza di 4 mesi dal momento che ho scritto questo post le cose non sono cambiate molto; mia figlia parla l'italiano (non sarò modesta ma lo parla molto bene), ma di parlare il polacco non ne vuole sapere! So con certezza però che mi capisce e comprende, riesce a fare traduzioni in un attimo di quello che dico io in italiano... E ogni tanto qualche parola in polacco le "scappa". Credo che - anche se adesso non usa la mia lingua - sta apprendendo bene e in futuro questo le tornerà utile. Ne sono certa!
      Ora vado a vedere il tuo blog, sono curiosa di scoprire dove vivi!:-)))

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  5. Come ti capisco...Ho 3 figli ,come sai già sono polaccha come te e anch'io sono partita con idea/certezza di insegnare i miei figli il polacco.Ma che ci vuole?-pensavo allora,tanti anni fa, prima che nascesse il mio primo figlio.Ma alla fine non ci sono riuscita ,proprio come dici te mi sembrava un lavoro da Sisifo.Il mio figlio più grande, che adesso ha 10 anni, ha cominciato parlare verso 2 anni e mezzo,poco prima di andare alla scuola materna e questa è stata la prima difficoltà.Adesso la scuola elementare ci porta via moltissimo tempo.I miei 2 figli più grandi:Lorenzo e Giulia che sono in quarta e prima elementare stanno a scuola 9 ore al giorno , pratticano lo sport,frequentano compagnetti del quartiere.Sono circondati dalla lingua italiana.Il più piccolo Francesco di 2 anni e mezzo appena mi sente parlare in polacco si arrabbia, mi spinge e urla: "Non parla così,mamma!" A volte mi sento proprio una fallita,perchè non ho saputo gestire questa cosa,mi sono arresa troppo presto,non mi sono impegnata abbastanza...I miei parenti polacchi non sono di aiuto,lo danno per scontato che i miei bambini dovrebbero sapere il polacco.C'è addirittura chi mi considera una cattiva madre proprio perchè i miei figli non parlano polacco.Pensa che la seconda moglie di mio nonno ha detto in mia presenza queste parole "Co to jest za matka?Ze nie uczy dzieci po polsku?" Come se gli facessi un torto ai miei figli.Io poi mi chiudo nel mio riccio e non ho voglia di spiegare niente a nessuno.Mi sembra di essere circondata da gente ignorante...Adesso il mio obiettivo è di non fare la confusione in testa ai miei figli ,a scuola si studia molto italiano-l'ortografia,grammatica e loro devono diventare bravi in questo.E' faticoso,è tutto così faticoso...Non sai mai se fai la cosa giusta...Ma insegnargli il polacco a tutti costi,forzandoli mi sembra sbagliato.Comunque non è che non sanno proprio niente,conoscono singole parole,saluti ed è già qualcosa.Una volta la mia figlia Giulia di 6 anni mi ha sorpreso dicendomi "Co ty robisz mama?" Quindi la speranza c'è :)))

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