venerdì 29 agosto 2014

Tutti i giochi sono solo miei!

Non è facile essere genitore di un(a) quasi treenne. Ancora più difficile è gestirlo(a) quando per casa gira anche una briciola di quasi un anno. Anastasia è stata sempre affettuosa, premurosa e carina con la sua sorellina. I bambini hanno un'innata dote e capacità di riconoscere i loro "simili" e trattarli con la dovuta cura e delicatezza - lo vedo anche tra i figli dei nostri amici e tra i cuginetti - e questo è dolcissimo. Ma a casa nostra da un po' questi momenti di tenerezze che Anastasia regala ad Adele (che comunque non mancano) si alternano a momenti meno piacevoli per tutti noi.

Già, sono arrivati tempi un po' difficili.
Per tutti, ma soprattutto per Adele! Lei da qualche tempo si sposta facilmente, arriva ovunque e tutti i giochi, anche quelli di Anastasia, ora sono raggiungibili per le sue manine. Da quel momento le cose sono un po' cambiate. Si può dire: peggiorate.
I primogeniti sono avvantaggiati rispetto a quelli che arrivano dopo; finché non c'è "la concorrenza" godono il ruolo di figli unici coccolati da tutti, con le attenzioni concentrate solo ed esclusivamente su di loro. La mamma e il papà gli appartengono in modo esclusivo, così anche nonni zii. E anche tutti i giochi sono solo per loro!
Invece essere secondi non è facile. È tutta un'altra storia! E sono un paio di settimane o poco più che sento:

"Adele non può!"
"Non toccare!"
"Questo è mio!"
"Non andare!"

Povera Adele! Anastasia la rimprovera, a volte in anticipo, dicendo (anzi, gridando), prima ancora che lei riesca a fare una mossa. È cominciato in modo piuttosto innocuo: Adele prendeva un gioco, Anastasia glielo strappava dalle mani perché voleva giocare proprio con quel gioco proprio in quel momento. Lo stesso momento che aveva scelto Adele, e che in un attimo si trovava con le mani vuote e l'espressione tra lo stupore e una leggera delusione. Abbiamo pazientemente intervenuto un milione di volte spiegando ad Anastasia che i giochi dalle mani non si prendono, che bisogna aspettare che il gioco venga lasciato. E che questa regola vale per tutti, anche per Adele, per la mamma e per il papà. Niente, è più forte di lei e continua a farlo anche adesso.

Ora siamo passati alla fase successiva: oltre a quello, ci sono dei momenti in cui Adele non può toccare i giochi, nessun gioco. Abbiamo tremila pezzi di costruzioni e appartengono tutti solo ed esclusivamente ad Anastasia - questo secondo lei. Così come i libri, i puzzle e i giochi che in teoria sono di Adele perché Anastasia non ci giocava più da tempo... Tutto, tutto suo. Ah, anche il papà appartiene solo a lei, ovviamente!:-)))

Comprendiamo la gelosia per i propri giochi che riteniamo una cosa assolutamente normale, ma spieghiamo ad Anastasia che anche Adele vorrebbe giocare perché le piace, proprio come piace a lei. Non pretendiamo che condivida i suoi giochi - però la invitiamo a farlo. A volte, quando si arriva a dover gestire una situazione difficile, abbiamo adottato il metodo della separazione: cerchiamo di distrarre Adele con un'altra cosa, evitando così le urla di Anastasia che non vuole che la sorellina le distrugga una casetta appena costruita, giustamente... Essere capaci di risolvere sempre le cose in modo pacifico è impossibile, infatti non sempre ci riusciamo a calmare le acque senza sentire pianti e urla. Non è facile aggiustare i piccoli conflitti in modo che si tratti di un intervento costruttivo ed educativo e che nessuna delle due parti si sente incompresa o in difetto. Io intanto, finché Adele non sarà capace di "difendersi" da sola, cercherò di aiutarla un po', ma spero che presto arrivi il momento che questi piccoli problemi se li sbrighino tra loro, per poi tornare a giocare insieme e a condividere le piccole esperienze. Perché la vita di fratelli è proprio così: un'altalena di emozioni e di sentimenti, ma fatta della compagnia più bella e stimolante che ci sia. La compagnia che con le dovute cure durerà tutta la vita:-))).

Prepariamoci.
Ci saranno liti, conflitti, gelosie. Forse.
Ci sarà tanto amore, complicità e divertimento. Sicuramente.

Non sono preoccupata, sono sorelle. Ne so qualcosa: ne ho due anch'io!:-)))


4 commenti:

  1. In questo post potrei sostituire i nomi Anastasia ed Adele con Attilio ed Elena...ed avrei il quadretto esatto della nostra situazione casalinga quotidiana. :)
    E' facile andare d'accordo con i fratellini/sorelline ancora inermi e interessati solo alle braccia di mamma. Quando poi iniziano le esplorazioni e le "espropriazioni", cominciano le baruffe! Ma sono sempre conflitti costruttivi. Anche io sono sopravvissuta ad una sorella maggiore!! ;)
    Il bello, qui da noi, è che Elena è già in piena fase "terribili due anni", quindi spesso è proprio lei la miccia che scatena l'esplosione. I suoi "è mio!" dilagano e cerca in tutti i modi di schiacciare il fratellone...anche con discreti risultati, direi! Non è affatto la sorellina minore indifesa, la ragazza! E' un duro confronto fra teste dure e caratterini decisi. Ma sono così belli, poi, quando complici e sorridenti scorrazzano per casa giocando a nascondersi o si tengono per mano chiacchierando di cose che solo loro possono immaginare e fantasticare. :)
    Un bacione a tutta la tua splendida famiglia!

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    1. Beh, Vale, la cosa mi consola, mi fa capire che non c'è nulla di anomalo a casa nostra;-)))
      Io non vedo l'ora che Adele diventi un po' più sicura di sé - qui la differenza d'età è di soli 19 mesi per cui manca poco per spianare il dislivello che c'è ancora tra le nostre bambine. Ma sento che Adele, una volta raggiunta una certa sicurezza, darà del filo da torcere;-)))
      È una tipetta piccola ma tenace!

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  2. Non è facile ma da quello che scrivi, avete le idee chiare su come agire!
    Essere fratelli/ sorelle non e' sempre facile ma io ringrazio i miei genitori di non essere stata figlia unica!

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    1. Infatti è molto difficile e me ne rendo conto solo ora che sono la mamma di due figlie... E sarà difficile per molto tempo ancora!
      Io ho due sorelle, una 2 anni più grande e l'altra quasi 10 anni più piccola, e devo dire che ho un rapporto molto diverso con ognuna di loro... E adesso che sono grande e sono mamma riesco ad intuire, capire e trovare una spiegazione del perché...

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