domenica 9 novembre 2014

La vita quotidiana di una bambina a 230km dal muro di Berlino

Oggi, il 9 novembre, c'è l'anniversario di un fatto importante: 25 anni fa è caduto il muro di Berlino e questo evento ha segnato per sempre la fine di un'epoca. Quel muro rimane per sempre un simbolo, sinonimo di divisione del popolo e di prigionia per innocenti, l'esatto opposto del termine che nei dizionari descrive la parola libertà. Dietro alla storia del muro di Berlino ci sono tante vicende tristi, drammatiche ma altrettante affascinanti, tante vite cambiate per sempre, tante esistenze stroncate bruscamente durante un tentativo di fuga verso la parte ovest della città... Con l'abbattimento del muro venne sconfitto il comunismo che sembrava dover durare per sempre, aprendo finalmente la strada verso la democrazia e la libertà. Non so quanti di voi conoscono bene le vicende legate a questa barriera lunga 155km, fatta inizialmente di filo spinato per poter tirare su il muro in fretta e furia in sole 6 ore durante la notte del 13 agosto del 1961, che successivamente venne sostituito con mattoni e piastre di cemento. Negli anni il muro divenne sempre più grande, efficiente, sofisticato e più difficile da oltrepassare... Ma la cosa inconcepibile era proprio il concetto del muro stesso, che durante la sua esistenza non solo ha diviso il territorio di una città, ma ha separato famiglie, amici, conoscenti e colleghi per ben 28 anni, rendendoli tutti prigionieri dello stato...

La caduta del muro di Berlino segna indirettamente e in modo figurato anche la fine di una delle fasi che compongono la mia vita. Scelgo di non parlare della Grande Storia perché per questo ci sono gli storici competenti in materia, ma approfitto di questo anniversario per raccontare un po' della mia piccola storia. Di com'era la mia vita prima degli anni novanta, quando "si stava peggio ma si stava meglio"... Ben 25 anni fa, e se me lo ricordo, vorrà dire che ormai ho "una certa età"!:-)))

Voglio raccontarvi alcuni fatti della vita quotidiana durante la mia infanzia, senza rinunciare a quel pizzico di leggerezza che di solito contraddistingue i propri ricordi da bambini. I nostri genitori sono stati bravissimi a non farci pesare quella difficile realtà e solo quando sono diventata grande ho capito quanto sia stato faticoso per loro far fronte ai problemi che quell'epoca inevitabilmente ha portato con sé. Ecco quindi alcuni fatti, positivi e alcuni decisamente negativi, ma anche piuttosto curiosi, per non dire bizzarri o assurdi:
  • Nella Polonia di quegli anni esisteva il "lunedì senza carne". Questo non era di certo dovuto alla voglia di spingere i cittadini a diventare vegetariani, ma era entrato in vigore come l'intento di ammortizzare l'insufficienza di questo alimento. La carne scarseggiava, per cui bisognava razionarla - per questo chi voleva comprarla o almeno mangiarla nei ristoranti il lunedì, rimaneva a bocca asciutta e doveva per forza buttarsi sugli ortaggi. Tanti - per assicurarsi di avere qualcosa da mangiare - avevano un orticello sotto casa. O come nel caso nostro, se viveva in un condominio, aveva un pezzo di terra fuori città dove coltivava sia la frutta che la verdura. L'odore caldo dei nostri pomodori e la dolcezza di quelle fragole mi accompagneranno per sempre:-)))
  • Durante la Legge Marziale in Polonia (chiamata anche "stato di guerra", tradotto dal polacco "stan wojenny"), la vita di tutti i giorni è cambiata ancora in peggio; controlli delle telefonate, corrispondenza censurata, divieto di circolazione dopo le 22.00, arresti... La situazione economica era così difficile che ad un certo punto nei negozi mancava di tutto, e anche gli articoli di prima necessità erano difficili da reperire. Così lo stato ha deciso di razionare quel che c'era, quando c'era. I lavoratori insieme alla busta paga ricevevano una specie di biglietti, divisi in piccoli scacchi; su ognuno c'era scritto il nome dell'articolo che si poteva acquistare, ad es. "zucchero 1 kg", "cioccolato 100g", "scarpe 1 paio", "carne 1kg" ecc ecc. Con questi ci si recava in negozio e insieme ai soldi si lasciava il quadratino corrispondente alla quantità di prodotti acquistati. Una volta esaurita la porzione mensile prevista per una famiglia, bisognava aspettare fino al mese successivo per acquistare altre cose. Mia madre per un periodo ha lavorato in un negozio di alimentari e mi ricordo quando incollava questi quadratini, uno per uno, dentro un grande quaderno  - immagino che qualcuno poi controllava se i conti portavano... La cosa positiva, come potete immaginare, era che il problema dell'obesità non fu di certo un problema... E per forza, ci tenevano a stecchetto!;-)))
  • Nel 1981, nel periodo di particolare difficoltà, un grande aiuto e gesto di solidarietà arrivava dai nostri vicini tedeschi, che in modo continuo ci mandavano dei pacchi pieni di prodotti di prima necessità come cibo e articoli per la cura del corpo - li distribuivano gli asili e ogni bambino aveva diritto ad un pacco. Mi ricordo che i miei genitori, anche se non conoscevano il tedesco, hanno fatto di tutto per ringraziare il benefattore che in modo casuale è stato il mittente del nostro primo pacco. Lui in seguito li mandò in modo regolare al nostro indirizzo di casa per molti anni e in coincidenza con le feste, rendendole un po' più ricche, colorate e speciali. Mi ricordo ancora il suo nome, Gerhard Schwarz, e anche le sue lettere scritte su una carta con impresso uno stemma in filigrana, che non poteva che indicare le sue origini nobili, soprattutto d'animo.
  • Voi sapete cosa sia una fila in un negozio? Penso di sì... Ma avete mai aspettato ore e ore per comprare qualcosa? A me è successo tantissime volte e me lo ricordo ancora! Mi è capitato molte volte di dover fare una fila chilometrica solo per comprare il pane e di aver aspettato anche tre ore prima di acquistarlo... Quando girava la voce che in un negozio doveva arrivare la merce (anche se non si sapeva né cosa né quando) la gente si metteva in fila, aspettando a volte giornate intere. Si dava il cambio per non perdere la fila e ci partecipavano intere famiglie, compresi i bambini. Poi, una volta arrivata la merce-sorpresa, si prendeva quello che c'era, anche se non serviva. Non si sa mai, poteva essere utile a qualcun altro...;-))) Stessa cosa per gli oggetti di cui avevamo bisogno a scuola: quaderni, matite o astucci. Mica si potevano comprare quando ne avevi voglia o tempo! Mi ricordo che insieme alla mamma andavamo ogni tanto in cartoleria (ancora durante le vacanze estive), e chiedevamo quando sarebbe arrivata la merce. Poi quel giorno prestabilito ci mettevamo in una fila lunghissima per comprare quel che  serviva - e all'inizio della scuola mi ritrovavo in classe a vedere i miei compagni tutti con gli stessi astucci... O quasi. Mi ricordo ancora il profumo dolce delle gomme da cancellare, rigorosamente cinesi. Certe cose non te le scordi mai.
  • Oggi tutti abbiamo un cellulare, ma a quei tempi anche il telefono di casa era un lusso. Per averlo - e non chiedetemi perché! - toccava aspettare anni. Ma questo fatto aveva i suoi aspetti positivi - la vita sociale era molto sviluppata e la gente passava molto tempo insieme - non tutti potevano alzare la cornetta per condividere le notizie, ci si doveva incontrare per forza! Che bello, comunicare sempre guardandosi negli occhi, vero?
  • Non si poteva dire che lo stato non si occupava della salute dei denti dei suoi cittadini: ogni scuola aveva il suo dentista. Sì sì, ed era una figura che terrorizzava molto gli alunni! Mi ricordo bene quando durante la lezione, di sorpresa, sbucava da dietro la porta d'ingresso in classe la testa dell'assistente del dentista per chiamare gli alunni che avevano i denti da curare. Non conoscevamo né il giorno, né l'ora di quando saremmo stati chiamati - e per me era un vero incubo!:-))) Esisteva anche la figura dell'igienista che svolgeva il ruolo del primo soccorso, del pediatra, e periodicamente, mettendoci tutti in fila uno dietro all'altro, controllava che non ci fosse la pandemia dei pidocchi!
  • Avere un televisore a colori era un lusso; noi quella in bianco e nero l'abbiamo avuta per moltissimi anni. I programmi in televisione erano solo tre, la pubblicità non esisteva (tutto apparteneva allo stato quindi niente concorrenza) ma c'erano programmi di qualità. Io mi ricordo ancora i programmi per i bambini, i loro nomi e i giorni che andavano in onda; erano pochi ma hanno fatto parte di tutta la mia infanzia. Con molta nostalgia ricordo un programma chiamato "Teatro per bambini", dove trasmettevano gli spettacoli teatrali per i più piccoli, con marionette di vari tipi, pupazzi a dita o gli attori stessi ad interpretare i ruoli. Mi piacevano tantissimo!
  • I cartoni per i bambini: c'erano, ma erano pochissimi e sopratutto di produzione russa, cecoslovacca o polacca... Niente americanate, ovvio! Ogni bambino conosceva l'orario del cartone della buonanotte e alle 19.00 tutti i bambini stavano incollati davanti alla tv per vedere dieci minuti di un cartone  - non è che avevamo molta scelta! Quindi la televisione nella mia infanzia, anche se razionata - era presente. L'unica volta che la televisione non trasmise il programma per i bambini fu la domenica del 13 dicembre del 1981, quando il generale dell'esercito Wojciech Jaruzelski dichiarò l'inizio della legge marziale in Polonia e in tv trasmisero solo il suo discorso.
  • La carta igienica era considerata un oggetto di lusso, perché decisamente deficitaria. In realtà si trattava di un rotolo di carta grigia e rigida come carta abrasiva - ma appena avvistato un/a tizio/a camminare per strada col sorriso stampato e la faccia soddisfatta, decorato/a con una collana composta di dieci rotoli di carta - gli si faceva il terzo grado per scoprire dove l'aveva trovata! Esisteva anche un modo per avere la carta igienica senza dover impazzire per trovarla: si metteva da parte la carta e il cartone, e quando ce n'era un bel gruzzoletto, lo si portava nel punto di raccolta per farla riciclare! In cambio dei vecchi giornali si poteva avere proprio la tanto desiderata carta igienica. Non male come idea, vero?:-)))
  • Eravamo tutti una "grande famiglia": si lavorava tutti per tutti. La partecipazione ai lavori socialmente utili era una cosa che andava molto di moda, rafforzata dagli slogan di propaganda onnipresenti. Così a scuola partecipavamo alla raccolta delle patate, piantavamo i boschi e andavamo a pulire lo stadio dall'immondizia dopo una gara di speedway. Una volta all'anno sotto il nostro (e non solo) condominio arrivava un camioncino del comune pieno zeppo di attrezzi vari da giardinaggio. Dagli appartamenti uscivano intere famiglie o solo i rappresentanti di esse e ci si metteva al lavoro a zappare la terra intorno casa... Era un momento non solo di lavoro, ma di incontri socievoli, chiacchiere e per noi bambini un momento di gioco un po' diverso dal solito:-))
  • Una delle stranezze sociali e culturali era legata alle feste. In Polonia alla vigilia di Natale solitamente si mangia la carpa, è la pietanza principale che non può mancare sulle tavole; è una tradizione molto vecchia ed altrettanto radicata. Quando ero piccola io, qualche giorno prima delle feste in tutte le case arrivava un nuovo - e purtroppo temporaneo - inquilino. Era appunto la carpa. Per lo più viva, perché la vendevano solo così per assicurarla fresca... Per noi bambini era un momento entusiasmante, soprattutto per chi non aveva in casa un animale. Si metteva un tappo nella vasca, la si riempiva con tanta acqua ed ecco che la carpa poteva nuotare nel suo acquario... Ogni volta che andavamo a lavare le mani, si passava del tempo con quel pesce come se fosse un compagno di giochi... E fino alla vigilia toccava lavarsi a pezzi nel lavandino. Poi la carpa spariva dalla vasca e appariva di nuovo in una veste diversa su un grosso piatto posto al centro della tavola.
Potrei andare ancora avanti ma sarebbe venuto un post davvero troppo lungo e non voglio mica annoiare nessuno. Come vedete, la mia infanzia è stata piuttosto povera di cose: poca tv, vestiti usati, niente merendine, fast food, pochissimi giochi e regali solo per le occasioni speciali. Noi bambini pretendevamo poco perché tanto chiedere non sarebbe servito a nulla; ai nostri genitori proprio come a noi adesso, faceva piacere regalare qualcosa ai figli, ma facevano già fatica a trovare e a comprare il necessario. Ad ogni modo io la mia infanzia non la considero per niente triste; c'erano meno distrazioni tecnologiche per tutti, per cui si trascorreva il tempo giocando, chiacchierando, stando fuori con gli altri. Il nostro mondo era strano, pieno di nonsensi e assurdità, ma la mia infanzia la ricordo con molta nostalgia e sono felice di essere cresciuta in un paese dove la realtà ci ha insegnato a non dare nulla per scontato, dove nulla era dovuto e dove le persone si aiutavano l'uno con l'altra ad affrontare le difficoltà. I cambiamenti dell'anno 1989 hanno portato dei rinnovamenti anche nella nostra quotidianità; da un giorno all'altro siamo stati catapultati in un mondo nuovo e del tutto diverso da quello che conoscevamo.
Un mondo migliore? Non ho ancora capito ma mi sto facendo un'idea...


39 commenti:

  1. Grazie per aver condiviso i tuoi ricordi. Buona domenica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te di essere passata Giorgia,
      Un bacione!

      Elimina
  2. Aga, è un post bellissimo e commovente.
    Grazie per aver condiviso con tutti noi questa importante testimonianza storica di vita vissuta.
    Mi ha emozionata molto leggere tra le righe la serenità e leggerezza che, nonostante tutto, tu sei riuscita ad avere da bambina. Hai detto una gran verità: vivere in una realtà in cui nulla può darsi per scontato è stata a suo modo una fortuna. Sei una grande donna, che sa trovare il late positivo e costruttivo in ogni cosa.
    Un forte abbraccio e grazie ancora per questo post, che condivido con piacere sulla pagina fb di Naturalentamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Vale e grazie per il tuo commento che mi ha davvero commosso!
      Grazie di aver condiviso, un bacione!

      Elimina
  3. adesso devo uscire e non voglio leggere questo post di corsa. nel pomeriggio, quando rientro, mi metto qui comoda e me lo leggo con calma. intanto buona domenica! e buon anniversario!

    RispondiElimina
  4. Altro che noia, un post bellissimo: raccontaci ancora quando puoi! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Maria Elena e grazie,
      non mi aspettavo per niente che questo post possa interessare e piacere così tanto, anzi, non ero nemmeno sicura se era una buona idea di scriverlo. Pensavo che non mi leggesse nessuno;-))
      Scopro invece che ci sono molte persone curiose alle quali piace scoprire realtà diverse, anche microscopiche come è per ora il mio passato.
      Grazie!

      Elimina
    2. Visto che questo post è piaciuto cercherò di affrontare ancora questi temi relativi alla quotidianità dei tempi passati.:-))

      Elimina
    3. Bravissima, attendiamo di leggere! :o)

      Elimina
    4. Sììììììì!!!! Raccontaci ancora!!! Viaggiare in luoghi e tempi lontani attraverso i racconti ed i ricordi mi piace da impazzire! :)

      Elimina
  5. Bellissimo post, Aga. Che mostra la tua ricchezza. <3 Sere

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Sere, che belle parole, un bacio!

      Elimina
  6. Mi accodo nel dire che il post è davvero bello ed emozionante. E conoscendoti non posso che confermare la stima che ho di te. I tuoi genitori e tutti quelli che hanno vissuto quella realtà, hanno saputo 'filtrare' le difficoltà e trasmetterti quello che tu oggi hai dentro. Capra natalizia compresa! ahahaha! A parte la battuta per sdrammatizzare: c'è molto da imparare dalla filosia della 'grande famiglia' e dalla solidarietà umana. I tuoi racconti mi ricordano non poco quelli di mia nonna durante la guerra. E' sempre emozionate ascoltarli, ma da una persona giovane (yessss...ancora te lo concedo:)), ancora di più! un bacione. M.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meli, ma che capraaaa natalizia?!?:-D:-D:-D
      AHAHAH!
      Effettivamente mi rendo conto che questo post suona come se fosse raccontano da una nonnina ai nipoti, io intanto non ho raggiunto nemmeno i 40 anni. ma questa era la mia realtà...
      Grazie delle tue splendide parole che mi hanno fatto commuovere, non pensavo che questo post potesse avere un effetto così forte sulle persone. Sono davvero contenta:-)))
      Un abbraccio grande e a presto!

      Elimina
  7. Ah, dimenticavo: bellissime foto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo le foto non sono mie (sotto il post ci sono i link da dove le ho prese), ma ho cercato qualcosa che potesse rispecchiare quella realtà. Sono contenta di esserci riuscita!
      Un bacio!

      Elimina
  8. sono d'accordo con il commento poco sopra: ma quale noia?!? ;)
    mi piace l'atteggiamento sincero, consapevole ma allo stesso tempo leggero con cui hai condiviso questi ricordi, grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie,
      tutti questi bellissimi commenti mi danno la sicurezza che ho fatto bene a condividere le mie esperienze e smentiscono il pensiero di aver scritto cose poco interessanti e inutili (perché davvero ho avuto questo timore).
      Grazie, è la prima volta che penso che questo blog possa piacere a tante persone:-)))
      Un abbraccio!

      Elimina
  9. Secondo me hai fatto benissimo a mettere questa pagina, Aga: ci fa riflettere su tutto ciò che abbiamo oggi e che diamo per scontato.
    Inoltre, secondo me, nemmeno stona con lo "spirito di mamma" del tuo blog.
    Grazie alla tua esperienza, negativa oggettivamente, ma molto positiva per come te l'hanno fatta vivere i tuoi genitori, sicuramente riuscirai ad educare le tue bimbe senza che vengano "inglobate" nel "paese dei balocchi" in cui viviamo adesso…
    Scusa se parlo per metafore, ma davvero noi viviamo circondati da mille cose belle, con mille possibilità e mille libertà… così tante che non ce ne rendiamo conto, e che spesso ci si ritorcono contro.
    Ti faccio un esempio quasi insignificante: la mia bimba, anche se piccola, inizia ad abituarsi al suo cartone animato preferito. Per fortuna si tratta di "Heidi" :) ma già è difficile farle capire che "Heidi" viene trasmesso una sola volta la sera, e mai il sabato e la domenica, invece altri cartoni vengono proposti tutti i giorni e più volte al giorno. Però la tecnologia ci dà altre possibilità: potrei acquistare i DVD di Heidi e farglieli vedere quando vuole. Ma davvero le serve? Preferisco che aspetti l'orario della sera, giocando e pensando di tanto in tanto alla sua "amichetta virtuale" che trotterella con la capretta…
    Un grosso bacio!
    Stefania.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Stefy e grazie per il tuo prezioso commento!
      Hai perfettamente ragione, viviamo in un mondo che spesso non è quello che sembra.
      È un discorso semplice e complesso nello stesso tempo, perché una cosa è sapere la teoria e tutt'altra metterla in pratica. In questi tempi quasi impossibile, per cui noi genitori abbiamo un compito molto difficile se vogliamo educare i nostri figli in un certo modo.
      Un abbraccio e ti aspetto ancora qui da me:-)))

      Elimina
  10. Ciao, seguo sempre con interesse la tua vita creativa e le avventure con tuoi bimbi ma questo post mi ha veramente commossa. Di quel periodo si sentono molti annedoti, ma sono poche le storie vere e personali come questa. Grazie di cuore per aver condiviso questi ricordi, la leggerezza della tua descrizione ha un qualcosa di molto tenero che fa davvero riflettere sul senso e l'importanza delle cose che consideriamo scontate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Picci,
      piacere di conoscerti!:-)))
      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo post, se l'effetto p stato quello di aver fatto riflettere le persone, vuol dire che ho fatto un buon lavoro,
      Grazie!

      Elimina
  11. kochana, ogni anno quando arriva il 9.11 vorrei scrivere un post per raccontare tutto quello che ho imparato in questi nove anni che conosco Pawel e decine di amici e amiche polacchi, ma ogni volta poi l'emozione e la paura di raccontare da intrusa, senza la necessaria delicatezza, mi impone di star zitta. Il tuo post e' stupendo e lo sto condividendo su tutti i gruppi fb dove normalmente segnalo i miei post da expat :-)
    Grazie per aver scritto una testimonianza cosi' bella!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Valentina,
      ma scrivi pre io sarei curiosa di conoscere il tuo punto di vista!
      Grazie per aver condiviso il mio post e grazie tante del tuo commento.
      Un abbraccio!

      Elimina
  12. Che bel post, lo hai affrontato davvero con leggerezza e delicatezza, mi fa capire un pò di quotidianità al di là del muro, le nostre infanzie così diverse nelle possibilità e negli stimoli, ma credo che quelle difficoltà abbiano condotto la Polonia e i Polacchi ad essere la grande terra e il grande popolo che sono oggi e che ho avuto modo di conoscere grazie alla mia amica Valentina Vk

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Tiziana,
      grazie mille, sono davvero felice che hai questa considerazione positiva della Polonia e dei Polacchi... Grazie di essere passata di qua!:-)))

      Elimina
  13. Complimenti per questo bellissimo post!! Altro che noia, è un post che fa riflettere e molto interessante!!
    È la prima volta che leggo il tuo blog e da oggi continuerò a farlo!!
    Se avrai voglia di condividere altri aspetti della tua infanzia credo che a nessuno dispiacerà!
    Grazie!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Silvia e benvenuta!
      Mi fa molto piacere scoprire con questo post che ci sono persone che mi leggono e che decidono di rimanere qui:-))) Questo per me è un buon motivo per continuare a fare una cosa che mi piace molto! Di sicuro scriverò ancora dei post dedicati a questo tema ormai lontano ma che rimane per sempre nella memoria. A presto!
      :-)))

      Elimina
  14. Sinceramente non so che scrivere, hai scritto delle cose che mi hanno lasciato sgomenta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao!
      Addiruttira sgomenta?:-)))
      Mi dispiace di averti turbata, grazie comunque di essere passata di qua!

      Elimina
  15. Sono arrivata alla fine del post senza prendere fiato.
    La tua infanzia è stata completamente diversa dalla mia ma simile su alcuni punti.
    Ricordo ancora adesso il telegiornale con le immagini in diretta della folla riunita davanti al muro.
    Splendido post, mi piacerebbe sapere se hai mai scritto al signore tedesco!
    Ciao
    Lisa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lisa e grazie di esserci passata! :-)))
      Mi sono immaginata tantissime volte quel signore così generoso - mai visto di persona e nemmeno in foto - e nella mia mente c'era sempre un'immagine di un signore anziano con i capelli bianchi, molto distinto e vestito bene. Ricordandomi le sue lettere, me lo immaginavo seduto alla sua scrivania a scrivere una lettera per noi con la sua macchina da scrivere.
      Un po' di tempo fa ho provato a cercarlo via internet; il suo nome è piuttosto popolare ma conoscevo sia il nome della città che la sua occupazione (faceva contabile). Credo di esserci riuscita ma non ho la certezza - ho trovato un sito dello studio che lui ha fondato e dove adesso esercita lo stesso impiego suo figlio. Da quel che è uscito fuori il signor Gerhard è deceduto un paio di anni fa (sempre se della stessa persona si tratta).

      Elimina
  16. questo post mi ha lasciato un buonissimo sapore della tua infanzia! bravissima come al solito!! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grzie Cinzia, felice che tu abbia apprezzato!

      Elimina
  17. È un post meraviglioso, Agnieszka! Il tuo modo dolce di raccontare anche fatti sconvolgenti lo rende ancora più prezioso! Ci dai la testimonianza di un mondo che non c'è più e che per certi versi rimpiangiamo. Se penso s quel che pretendono i nostri figli oggi e noi sciocchi che diamo loro tutto e di più... Sarebbe importante ridimensionarsi e tenere a mente le cose importanti! Sei stata veramente esaustiva e ripeto, dolcissima nel tuo racconto. Un grande abbraccio, Valeris

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Valeria,
      ti ringrazio molto delle tue parole!
      Pensa che mentre scrivevo questo post mi interrogavo: "Ma qualcuno lo leggerà?", "Piacerà?", "Potrà risultare interessante?"....
      E invece poi mi sono accorta - attraverso i commento e le condivisioni - che questo racconto ha conquistato molti. Come ha detto il mio compagno: "quando scrivi con il cuore le persone lo percepiscono".
      Probabilmente aveva ragione!

      Elimina
  18. Cześć Agnieszka! Sono arrivato sul tuo blog cercando qualche ricetta polacca per sorprendere mia moglie Dorota e ho trovato questo post. Quante cose similari mi ha raccontato Dorota: il nonno che compra la carpa e la tiene nella vasca da bagno, lei che cerca di organizzare un luna park acquatico per il povero pesciolone che però rimane del tutto indifferente. I genitori che si organizzano e prendono ferie per mettersi in fila quando si spargeva la voce che in quel negozio era arrivata una partita di carne o di frutta. Le piante di pomodoro importate avventurosamente dopo una vacanza in Bulgaria e coltivate sul terrazzo. Lo stupore per quei quaderni così belli e colorati arrivati chissà come dall'Italia. Complimenti tutto il blog !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Czesc Mario!
      Ma che piacere! Sei il primo lettore di sesso maschile che lascia un commento sul mio blog... Un momento indimenticabile!:-D
      Ti ringrazio di esserci passato, di aver letto e commentato... Probabilmente tua moglie Dorota avrà la mia età (che sono dell'ultima generazione che ha vissuto "quei tempi") o più grande... In ogni caso salutamela tanto e invitala a fare un salto qui. Mi farebbe molto piacere!
      P.s. hai trovato (e fatto) qualche ricetta polacca?:-)))

      Elimina
    2. Pierwszy mężczyzna, quale onore! Approfittando che Dorota è a Varsavia per qualche giorno ho provato a cucinare i pierogi in piccola scala, solo per me e con la macchina per il pane. Non male il ripieno, devo migliorare la forma. Sono pur sempre un ometto, non ho la delicatezza e la grazia per decorare uno a uno l'esterno di tutti i pierogi!. Ho provato sia kapusta i grzybami che ruskie. La mia localizzazione mi aiuta molto: a Trieste come in tutto il Friuli Venezia Giulia è facile trovare i crauti; la ricotta slovena è praticamente uguale al Twaróg. Mi mancano però i porcini dei Laghi Masuri! Vorrei provare a farli per il prossimo fine settimana (caldo permettendo) quando Dorota rientra assieme a sua mamma. Specie per mia suocera sarebbe uno shock anche maggiore di quando anni fa al suo primo arrivo in Italia in aeroporto in suo onore ho tentato di cantare la prima strofa di "Jeszcze Polska Nie Zginęła...".
      La cosa incredibile è che in Carnia (la parte di montagna a nord ovest del Friuli) il piatto tipico sono i "cjarcons", gira e rigira una versione di pierogi....provare per credere! Quanto ai crauti,Jerzy Stuhr in una master class che ha tenuto a Udine un anno fa, ha detto che l'Italia si divide in due: fino al Tagliamento si mangiano i crauti, poi inizia il pesto...
      un salutone!
      p.s. ma quanto bello è l'inno nazionale Polacco ?

      Elimina

È bello vederti qui! Se ti va, lascia un commento! Se sei un "Anonimo", lascia la tua firma. Grazie!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Non perderti nessun post! MAMMAger by Email!