venerdì 14 novembre 2014

Riflessioni sul tempo che passa


Certe volte penso che vorrei essere una strega. O una maga... Insomma un essere che possiede dei poteri sovrannaturali! In questo momento della mia vita il mio desiderio è quello di non dover cambiare le cose. Beh, già questo è un segno positivo, vorrà dire che sto bene. E non c'entra la giovinezza né la bellezza, e nemmeno il lavoro.

C'entra l'essere mamma. Da quando nella mia vita ci sono le mie figlie, mi ritrovo a riflettere molto sul tempo che passa, che scorre tra le mani e accarezza le guance lasciando leggero il segno delle rughe, si infila fra i capelli tingendoli d'argento sempre di più, sfreccia veloce mettendoci fretta, perché quì e adesso altrimenti mai più. Gli attimi sono così eterei, sfuggenti, mutabili, incostanti... Irragiungibili. Vorrei fermare il tempo per potermi godere in pieno questo periodo che considero senz'altro il più bello, il più ricco, il più generoso e saturo di emozioni forti e magnifiche. 

Ci sono momenti difficili. Sono quelli dove la stanchezza si fa sentire, quando le bambine ne combinano troppe e io penso che non ne posso più. La casa sotto sopra con i giochi sparsi ovunque a creare un percorso ad ostacoli, fanno parte di un paesaggio al quale è difficile abituarsi. Ci sono giorni con continue richieste, urla, pianti disperati di Anastasia e momenti di disperazione (mia). Mi ritrovo innervosita e spazientita, ma appena ritrovo la calma guardo quei giochi sparsi ovunque e penso che un giorno spariranno per sempre. La casa tornerà ad essere silenziosa, pulita, ordinata, vuota. Nell'aria ci sarà il silenzio, al massimo suonerà la musica dallo radio. Niente grida, niente urla,  niente rumore dei piedi dovuto alle corse per il corridoio. Non ci sarà nemmeno il divertimento condiviso che riempie di gioia le nostre giornate, risate, canti e balli spensierati, con dei passi improvvisati a seconda della musica che suona.

Tutto passa. Io ne sono consapevole e per questo voglio godermi la maternità e l'infanzia delle mie figlie, passando il più tempo possibile insieme, dedicandomi alla loro crescita. Ogni singolo momento trascorso insieme è diverso da quello che lo ha preceduto e da quello che verrà dopo, e ognuno di questi arricchisce le nostre vite di esperienze, sentimenti ed emozioni, legandoci sempre più con un filo invisibile e fortissimo che non si scioglierà mai. Mi concentro su ogni abbraccio, ogni leggero bacio della buonanotte, ogni delicata carezza dalle piccole mani prima del sonno, lo sguardo attento che incrocia il mio quando allatto, mentre morbidi piedini sbattono contro le mie mani. Riempio i polmoni di odore della loro pelle e dei loro capelli, creando una fragranza tutta nostra. Registro nella memoria le prime parole, le battute buffe che a volte sfiorano una sofisticata ironia che non smette di sorprendermi e le espressioni dei visi divertenti tipiche dei bimbi piccoli. Il leggero peso dei corpi appoggiati su di me mentre leggiamo un libro, la stretta della manina durante una passeggiata, il corpo attaccato a me nella fascia - tutto questo lascia sul mio corpo un'impronta indelebile. Ogni piccola cosa me la tengo in fondo al cuore, la incido e la memorizzo nella mia mente. Faccio una scorta di ricordi che inserisco in un grande album fatto di immagini e di sensazioni, che metto da parte per dopo. Per dopo... Quando lo stare insieme in ogni momento sarà per tutti una reminiscenza. Quando non sarò più così indispensabile per qualsiasi cosa e non servirò più per spiegare il "perché" delle loro domande. Quando le mie bambine andranno per la loro strada e saranno sommerse nella loro quotidianità.

Ora, se penso che questo meraviglioso stato nel quale mi trovo un giorno finirà - sono triste. È una mia debolezza, me ne rendo conto. Ma forse questa è una fase normale nella vita di ogni mamma; prima che le mie bimbe diventeranno grandi, dovrò maturare, crescere e diventare grande anch'io, insieme a loro. Così riuscirò a mettere via la parte egoista che compone il mio essere mamma. Lasciarle andare via, così com'è la  naturale successione delle fasi che compongono il ciclo della vita, così com'è giusto che sia. Spero che un giorno lo farò con serenità e con la consapevolezza di aver cresciuto due persone capaci di prendere le proprie vite nelle loro mani e quindi con la cognizione di aver fatto il mio dovere. Ma nel frattempo devo imparare che le mie figlie, anche se le ho messe al mondo, appartengono solo a se stesse.









6 commenti:

  1. Su questo argomento, con me sfondi una porta aperta!
    In questo periodo, in cui Attilio sta lasciando la tetta, sto lavorando molto sulla mia capacità di lasciare andare, sulla consapevolizzazione dell'importanza del cambiamento come un nuovo inizio e non come la fine di qualcosa.
    Più facile a dirsi a che a farsi, anche perché spesso l'inconscio intreccia zitto zitto trame di sentimenti non proprio semplici da districare.
    Condivido tutto ciò che hai scritto in pieno! E ti faccio tanti tanti complimenti, perché questo tuo spazio sta diventando sempre più intenso e profondo. Proprio felice di averti incontrata e di aver scoperto questo blog!
    Già che ci sono, mi togli una curiosità? Cosa significa il nome? :)
    Un'ultima cosa: foto sempre magnifiche!!
    Un bacione

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    1. Ti ringrazio Vale, i tuoi complimenti mi fanno volare in alto!:-D
      MI consola che i miei sentimenti non sono separati, che anche le altre mamme si sentono come me...E ciò che considero una specie di debolezza in realtà accomuna molte di noi.
      Per quanto riguarda il nome del blog, ti copio ciò che ho scritto sulla mia pagina di presentazione: "Anche se per me l'etimologia del nome sembra abbastanza chiara (visto che l'idea è stata mia), non è detto che lo deve essere per gli altri! In questo momento, tra due figlie, un compagno, casa e tutto quello che ne è correlato, lavoro... Mi sento come un manager, che deve impostare tutto e tutti per far funzionare le cose...
      Per cui MAMMA + manager = MAMMAger!;-)))"
      Un bacione!:-))

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  2. condivido in pieno, stesse riflessioni e 'paure' ..e stesso caos in casa:-) (che adoro pensando al futuro)

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    1. Ma se casa tua è ordinatissima! Ahahah!

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  3. Ho un figlio di 22 e uno di 7, vorrei che restasse 7enne per sempre. E' un'età in cui sono ancora tutti baci abbracci e affetto.

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