mercoledì 14 gennaio 2015

Di che sesso sono i giocattoli di tuo figlio?



Chi mi conosce bene sa, che ho sempre amato il colore rosa e le sue sfumature. Ora sono mamma di due piccole principesse; i loro primi vestitini - in gran parte di colore rosa - si sono poi diluiti nell'arcobaleno di tutte le tinte immaginabili. Il rosa ha cominciato a lasciare spazio agli altri colori e l'amore per questo colore ha cominciato ad attraversare un periodo di crisi. Cosa è successo?
Qualcuno (o meglio qualcosa) si è intromesso fra di noi, rendendo questa attrazione sempre meno irresistibile. Di cosa sto parlando? Da quando sono mamma, nei negozi di giocattoli di solito tiro avanti dritta, ignorando gli scaffali pieni di giochi che sono considerati per bambine. Generalmente sono appunto quasi tutti rosa (gran parte di quell'odioso rosa confetto) e da quando i giochi fanno parte della mia vita, quel rosa pian piano ha fatto crescere in me un sentimento di ribellione: perché nei giochi c'è questa divisione? Chi l'ha creata e perché?

La storia è vecchia ormai: per alcune persone i giochi hanno un sesso. Le femmine giocano con le bambole, i maschi con le macchine: è uno stereotipo che conosciamo tutti - noioso come la minestra riscaldata che comincia a non piacere più. C'è chi già da piccoli vuole far credere ai bambini che c'è differenza tra i sessi, che esiste quello forte e quello debole, che ci sono occupazioni che uno o l'altro non può fare... Sono proprio i giocattoli ad essere un mezzo piuttosto efficace nel trasmettere questo messaggio - sempre se i genitori ci cascano! Così, tra gli scaffali "rosa" troveremo - a parte bambole - cucine con tutti accessori annessi, passeggini, lavatrici, articoli per la pulizia della casa. Insomma, tutto quello che fanno le mamme e le casalinghe. Negli scaffali "blu" invece potremo comprare macchine di tutti i tipi, treni, mostri, eroi dei cartoni, dinosauri, armi (purtroppo!)... Ultimamente ho visto anche dei libri per i piccolissimi, con "Le prime paroline per le bimbe" e "Le prime paroline per i bimbi"... Ma stiamo scherzando? Qui arriviamo a sfiorare l'assurdo; quali sono le parole "da maschio" che mi figlia non dovrebbe pronunciare?!?!? "Robot"? O forse "astronave"???

Non faccio divisione dei giochi tra quelli "da maschio" e quelli "da femmina". Esiste razzo, macchina, culla, orsetto, palla, costruzioni - chiamo i giochi con il loro nome! Per i nostri figli i giochi non hanno un sesso e per un bambino non esiste questa differenza, se non gliela mettiamo in testa noi. Imitandoci, un bambino maschio giocherà con una bambola perché magari vede la mamma occuparsi della sorellina, come una bambina potrà desiderare di fare le corse con le macchinine perché è innamorata persa del suo papà che la porta tutti i giorni all'asilo con la sua grande macchina. E che male c'è? Anche lui un giorno forse diventerà un padre, come anche lei probabilmente farà l'esame per prendere la patente di guida.

Anastasia già da piccolina era attratta dagli attrezzi che il suo papà utilizzava per fare piccoli lavori in casa. Era sempre lì, pronta a "dare una mano". Così, per il suo primo Natale, ha ricevuto il suo banchetto degli attrezzi. Nero e arancione, com'è nella realtà, con un martello, una morsa e anche una piccola sega! Quest'anno ha chiesto a Babbo Natale dinosauri, un treno e gli ostacoli per i cavalli - qualcuno direbbe: giochi per niente femminili. Ma lei li adora e noi cerchiamo di non influenzarla; piuttosto seguiamo e cerchiamo di accontentare i suoi interessi che cambiano e mutano con la sua crescita.

Nel ciclo della sua breve vita (da persone che non la conoscono bene), Anastasia ha ricevuto in regalo almeno cinque bambole - probabilmente chi le ha regalate, ha seguito il pensiero "femmina = bambola". La nostra figlia però non ha mai giocato più di tanto con quelle, anzi, posso dire che per ora non le interessano; ma è probabile che questa attrazione debba ancora arrivare. Oppure non arriverà mai. E io dico: pazienza!
Come genitori partiamo dal presupposto che i giochi non hanno divisione per sesso; Anastasia gioca con quelli che più si addicono a lei, al suo carattere e al suo modo di essere, e anche se è piccola, riesce a far capire cosa le piace e con cosa desidera giocare. Lei gioca a portare i suoi dinosauri in giro in macchina, accarezza ragni e bruchi... Ma non smentisce la sua femminilità allattando ("al seno") di tanto in tanto e in modo amorevole i suoi animali, riempiendoli di coccole a più non posso e prendendosi cura di loro. Mi si scalda il cuore vedendola così premurosa, perché l'amore verso gli altri - anche se per ora sono fatti di plastica o morbido pelo sintetico - si impara anche giocando a imitare chi ti sta intorno. E finché l'esempio è buono e porta a crescere una bambina tollerante, altruiste e aperta al mondo, la lasciamo fare.
Non cresciamo maschi e femmine, ma persone.

Ricordiamoci: "Let toys be toys. For girls and boys".
("Lasciate che i giocatoli siano giocatoli. Per bambine e bambini")

E voi? Come la pensate? I giochi dei vostri figli hanno un sesso?;-)))





15 commenti:

  1. Che bello questo post! Hai proprio ragione, concordo pienamente e a dire il vero non ci avevo mai fatto caso, proprio io che quotidianamente me la prendo per il subdolo maschilismo. Una riflessione molto, molto interessante.

    Per quanto riguarda il mio bimbo, cerco di assecondare le sue passioni, che per ora coincidono principalmente con la musica. Qualche strumento, ma anche colori, lavagne, macchinine, peluche che però detesta e il mio preferito, una soffice salamandra gigante.

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    1. Ciao Laura!
      Fai benissimo, l'osservazione è molto importante, ci permette di capire cose piace ai nostri figli...
      A proposito di musica, ho notato che anche la mia Adele adora la musica!
      Appena sente suonare si mette a ballare e con "Life is sweet" di Gazzè-Fabi-Silvestri si scatena!:-))))
      Anche noi abbiamo degli strumenti e lei li usa molto volentieri. Anastasia non ha questa "passione" invece. Penso comunque che con più figli si riesce meglio notare la differenza di chi preferisce cosa.

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  2. Concordo con Laura; bellissimo post!!!
    Mio figlio da piccolo aveva giochi unisex.... quando è cresciuto non sono mancati giochi "femminili" come la cucina con pentoline, la scopa e piccole bamboline!!
    Adesso che ha quasi 4 anni è attirato da tutto ciò che riguarda i supereroi e quindi siamo invasi da superman, uomo ragno, capitan america ecc...
    non mancano mai però le chitarre (ne ha 2) lo xilofono e le maracas!!!
    Mi piace guardarlo giocare con una statuetta di "Belle" che fà ballare con un orrido samurai mostro!!!
    ;D

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    1. Ciao Lisa!:-)))
      Che carino il tuo bambino, deve essere divertente guardarlo giocare... I bambini sono fantastici, la loro fantasia va spesso oltre quello che noi potremmo inventarci e immaginare... Il loro gioco è molto spesso creativo, io adoro osservare Anastasia quando gioca in modo semplice ma "innovativo", la interrogo su "cos'è" e "cosa sta facendo" ma non metto mai in discussione il suo modo di giocare (lo farei solo se lo ritenessi pericoloso - ovvio!).

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  3. Ciao,
    i miei due piccoli mostri sono sempre stati attratti da macchine, trattori, trenini...
    Non disdegnano cucina e scopa per pulire, ma la prima cosa che mi dicono quando si svegliano la mattina è "Brum Brum".
    Tento di non influenzarli troppo ma assecondare le loro scelte..vedremo!

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    1. Ciao Sara!
      Ahahah i maschi hanno il "Brum, brum!" nel DNA!

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  4. concordo moltissimo con quanto scrivi, anche io ne ho parlato più volte nel mio blog sotto il tag "pinkification", un fenomeno che investe di sicuro i giocattoli ma porta anche ad una femminilizzazione estrema e precoce delle bambine (anch'io ho due femminucce!), condizionandone più avanti scelte ben più importanti di quale giocattolo usare, come ad esempio CHI diventare da grande

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    1. Ciao Giovanna,
      hai assolutamente ragione, infatti ho scritto anch'io sopra che la divisione dei giochi - soprattutto quelli di ruolo - per genere, essendo tendenziosa, potrebbe portare ad un pensiero deviato per quanto riguarda il futuro lavorativo dei bambini. In questo caso ci sono occupazioni per "i maschi" e per "le femmine" e sembra che il sesso opposto non sarebbe stato capace di farlo, perché semplicemente inopportuno...

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  5. Ah, dimenticavo. Qualche tempo fa Anna tornando a casa da scuola mi ha detto che solo le femmine indossano il rosa. I maschi no. Un colpo mi ha preso. L'asilo sta sputtanando le mie fatiche in men che non si dica! Grrrr! Poi ho mostrato i maglioni del papà. Tie'!

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    1. (Non so cosa sia successo, ma quello sopra era il proseguo del messaggio :) )
      Il rosa? Non è mai stato il mio colore preferito. Anzi. Forse perchè troppo spesso associato al genere femminile. Poi, quando Anna era neonata, ho iniziato proprio ad odiarlo. Tutti quei vestitini rosa confetto...! Devo dire che la situazione è migliorata, un po' per la scelta di 'rosa' un po' più decisi, un po' perchè ho cominciato a comprare maglioni, magliette e slip (ROSA) per il consorte ;). Purtroppo oggigiorno la distinzione dei giocattoli per genere mi sembra sia ancora più netta rispetto a qualche anno fa. O forse è solo una mia impressione. Non sia mai che una bimba decida di giocare con un giocattolo 'nato per maschi'. Non vorrei ne uscisse turbata e confondesse il suo 'superio' e la sua identità sessuale! :D Mah! Mia mamma dice spesso che abbia qualche problemino :) ma non credo sia dovuto al fatto di essere cresciuta tra attrezzi da meccanico, chiavi inglesi, automobili e piste. E poi diciamo la verità. E diciamola tutta: sarà pure bello vestire bambole, bambolotti, barbie (e Ken ;)), ma quanto è più figo e divertente giocare con le automobili telecomandate e correre con i pattini! Gialli, però!!! :)

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    2. Hai ragione Meli:-)))
      Il giallo che non sopportavo, ora sta diventando uno dei miei colori preferiti:-P
      Io in realtà amo tutti i colori, magari non in modo omogeneo ma... Sarebbe strano se con il mio lavoro facessi discriminazione dei colori!:-D Comunque sì, da quando sono diventata mamma, il rosa mi porta un po' di nausea... Ma non lo elimino del tutto!
      Quindi anche tu, come Anastasia, sei un meccanico nato?:-)))) Ieri siamo stati al supermercato e mi fa: "Voglio andare a vedere i giocattoli!" (di solito li guarda ma non chiede)... Dico: "OK!". Andiamo, li guarda e mi fa: "Mammaaaaaaa! Mi compri la macchinino rossaaaaaa?". ahahah, da notare che c'era una marea di bambole, bambolotti e orsacchiotti.

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    3. La materna sta rovinando anche il nano...spero sia solo una fase!!!

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  6. Tre femmine e due maschi, i miei figli hanno sempre potuto scambiarsi i giocattoli liberamente. Ma ho potuto constatare di persona, osservandoli giocare, di come la femminilità nelle femmine e la mascolinità nei maschi siano doni innati, al di là dei gusti per il colore (anche noi donne di famiglia non amiamo il rosa!) e del carattere che può essere più o meno vivace o mite in entrambi i sessi. Le mie bambine hanno sempre amato giocare con dinosauri, supereroi e macchinine ufficialmente appartenenti ai fratelli... e come ci giocano/giocavano? Immediatamente prendono vita famigliole di dinosauri, supereroi e macchinine: ci sono papà e mamme dinosauri con i loro piccoli, idem per le macchinine, e le storie inventate giocando riflettono il loro istinto materno, il loro senso di accoglienza e protezione; le loro pur avventurose vicende hanno sempre un rassicurante alone di "domesticità", riscontrabile nella successione degli eventi (dinosaurino che deve andare a nanna, alzarsi, mangiare... il tutto condito da ricerca di coccole da mamma dinosauro e da un papà dinosauro che li difende dal cattivo di turno...). I miei due maschi, a loro volta liberi utenti di Barbie, Polly e quant'altro, trasformano regolarmente queste figure in esploratori, conquistatori o paladini della giustizia, organizzano zuffe tra pupazzette di LegoFriends, gare di lancio dalla mensola fra le Polly, divertentissime e scalmanate azioni di disturbo, da parte di Barbie scarmigliate, nei confronti delle suddette famigliole di dinosauri... Quando giocano insieme alle sorelle, è automatico che i maschi propongano "facciamo che io ero il papà dinosauro" e che il pupazzetto da loro gestito si comporti come un autorevole papà di famiglia.
    Queste differenze ci sono e io le vedo come un prezioso dono da valorizzare e proteggere...

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    1. Maria Elena grazie del tuo intervento, hai scritto delle cose molto, molto interessanti e giuste.
      Questa osservazione non mi è venuta in mente, forse perché ho due figlie femmine e non ho la possibilità di osservare "in azione" i bambini di sesso diverso. Proprio questo è fantastico e molto interessante: vedere come un bambino riesce regalare una nuova identità ad un gioco, come riesce a giocarci in modo diverso e non convenzionale. Succede così proprio perché per loro i giochi non hanno un sesso, sono semplicemente giochi!
      Un bacione!:-))

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  7. Assolutamente d'accordo al 101%!!!
    Fino a settembre, al nano non sarebbe neppure venuta in mente la distinzione di bambole, vestiti, mestieri e colori in "maschili" e "femminili". Da quando va alla materna, invece, dice che persino certi cartoni sono "da femmina"' salvo poi giocare "alla famiglia" con le bambole, per fortuna!
    Spero sia solo una fase di tutti i bambini e crescendo impari che non vi sono differenze, se non nel fatto che le donne non si picchiano mai!!!o meglio, nessuno si picchia ma la lotta con le bimbe proprio non si fa!!
    Su questo, stiamo insistendo molto, sento la responsabilità di essere mamma di un maschietto.

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