lunedì 20 aprile 2015

No, non me lo aspettavo


Non avevo idea che essere mamma è così emotivamente difficile. Nessuno me l'ha detto, nessuno mi ha avvertito cosa significhi affrontare la vita dopo, dopo che un pezzetto del tuo corpo ti ha abbandonato irreversibilmente, dopo che ti sei divisa e moltiplicata in modo così meraviglioso mettendo al mondo un figlio. Essere mamma ti cambia per sempre e ora, ogni volta che mi riscopro fragile come mai prima, ci rimango male, mi sento impreparata. No, non me lo aspettavo.

Cerco di guardare il mondo con l'ottimismo, mi impongo di vedere lati positivi di ogni cosa. Voglio apprezzare la bellezza delle piccole cose, il fatto di esistere, di far parte di questa meraviglia chiamata vita. Ma inevitabilmente, quando ogni sorta di brutte notizie che arrivano da ogni parte del mondo mi giunge all'orecchio, questa magnifica visione che cerco di costruirmi viene oscurata e distrutta ed è sempre più difficile ricostruirla. La leggera bolla di sapone scoppia e cade con un enorme peso sopra la mia testa - una botta forte che mi riporta alla realtà che è difficile ignorare. Un colpo, un pugno allo stomaco. Ancora una volta ne ho la conferma: la vita è crudele. La vita è ingiusta.

Violenze e abusi su bambini e non solo, guerre, omicidi, morti in mare... Mi ritrovo di fronte alla bruttezza dell'esistenza, sono bombardata dalle notizie che mi devastano il cuore distruggendone un pezzetto per volta, lasciando segni indelebili. E mentre leggo la notizia di turno non posso fare a meno di riflettere: in quel momento, io cosa stavo facendo? Una bella colazione? Una passeggiata con le mie figlie? Una risata durante una divertente commedia? Shopping? Una lezione di disegno? E mentre sto vivendo la mia vita tranquilla, lì, da un'altra parte del mondo, oppure dietro l'angolo...

Certo, non posso sentirmi colpevole per tutte le disgrazie di questo mondo solo perché sono proprio qui e proprio adesso. Non posso castigarmi solo perché sono tra quelli che in questi contesti appartengono alla categoria dei "fortunati". Ma ogni volta  il mio cuore di mamma, di essere umano piange, e il sentimento dominante - l'impotenza - mi assale.

Io, mamma, non sono programmata per accettare certe cose. Non ci riesco, ergo soffro. Soffro per tutti gli esseri innocenti che subiscono violenze e ingiustizie di ogni tipo, il mio istinto materno mi porta a voler abbracciare, sollevare, dare sollievo, supportare, asciugare le lacrime e proteggere tutti quelli che ne hanno bisogno. E invece il mondo è troppo grande e io mi sento piccola, minuscola, fragile - in poche parole per il mondo conto poco. Ma nel mio piccolo conto anche tanto per chi conta su di me, per chi ha bisogno di me - le mie creature. Penso a loro che come me, credo, sono fortunate. Giocano, ridono, corrono spensierate... Come è giusto che sia alla loro età. Giusto, ma purtroppo non alla portata di tutti.

Mi ritrovo piena di dubbi, di incertezze; penso alle difficoltà che dovrò affrontare in futuro.
Come glielo dico che il mondo in cui viviamo è spietato, ingiusto, crudele? Come faccio a spiegare aspetti complicati della vita che non hanno e non avranno mai giustificazioni? Come spiego il "perché" della cattiveria, bassezza e ignoranza dell'essere umano dalle quali arrivano le disgrazie di questo mondo? Il mondo del quale fanno parte anche loro (e ce le ho messe io qui)?
Io, mamma, mi ritrovo piena di paure e vorrei proteggerle da tutto ciò che è brutale, disumano, violento, orribile. Mi auguro che continuino a vivere la loro infanzia felice, che la verità su com'è fatto il mondo la scopriranno a piccole dosi, un po' per volta e al momento giusto. Fatto per niente scontato, basta guardarsi intorno.

Ho paura di avere paura per loro, di soffrire per loro.
Essere genitore, essere mamma è anche questo - e nessuno mi aveva avvisato.

foto: Milada Vigerova/Unsplash

9 commenti:

  1. Questo è l'aspetto dell'essere mamma che mi turba di più... tento di non pensarci e spero non succeda mai nulla di brutto. Aggiungo inoltre che sono diventata molto più emotiva e non riesco più ad ascoltare il telegiornale quando si parla di notizie che riguardano i bambini

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    1. Per me è la stessa cosa: sono stata sempre piuttosto sensibile ma ora che ho bambini lo sono molto, molto di più e questo di certo non facilita la vita...

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  2. anche io cerco di scacciare questi pensieri, se mi ci soffermo mi sento male...

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    1. Immagino sia un pensiero comune alle mamme e questo mi porta conforto...

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  3. Cavoli Agnieszka, come capisco ciò che scrivi e provi!!!
    Le fatiche materiali sono niente rispetto al peso emotivo, alla nostra responsabilità, al senso di impotenza..

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  4. Vorremmo proteggerli da tutto, eppure non può essere csì. Non lo è stato per i nostri genitori, non lo sarà per noi.

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    1. Ciao Sempremamma!:-)))
      Già, ma l'ho capito solo ora che io stessa sono mamma. L'istinto ci porta alla protezione ed è proprio questa impossibilità di poterlo fare sempre e ovunque che fa un po' paura. Come hai detto tu: ci sono passati i genitori che c'erano prima di noi, ci passeranno quelli che verranno... Questo fa parte dell'essere genitore, punto.
      :-)))

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  5. Proteggere, certo, sempre e comunque. Ma anche accompagnare dolcemente e con lealtà e trasparenza verso la consapevolezza. La consapevolezza che esiste il dolore, che esistono violenza ed ingiustizia, che esiste anche la bruttezza in questo mondo meraviglioso. Più facile a dirsi che a farsi.
    Un caro abbraccio,dolce Aga.

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