martedì 30 giugno 2015

Le valigie sono pronte


Un numeroso gruppo di bambini con bagagli annessi appoggiati a terra, composti in pari numero da grandi borse e zaini, sta facendo un enorme chiasso nonostante la città dorma ancora. Alcuni di loro corrono, non riescono a stare fermi, altri se ne stanno vicino ai genitori e aspett; dai loro sguardi traspare l'insicurezza dettata dal timore di non comprendere bene ciò che a breve accadrà. In questo gruppo prevalgono i più piccoli - per loro è la prima volta in assoluto.

È l'estate del 1984 e tra questi bambini, insieme a mia sorella e ai nostri genitori, ci sono anch'io con il mio goffo borsone in similpelle pieno di vestiti. Non ho chiuso occhio dall'emozione ma sono ben sveglia perché non voglio perdermi questi avvenimenti completamente nuovi e a lungo attesi. Anche per me è la prima volta ma il timore non mi assale; nel mio cuore non c'è posto per sentimenti negativi - entusiasta di fare, fin da piccola libera e indipendente - come potrei avere paura? L'esaltazione di affrontare un'avventura, scoprire l'ignoto, staccarsi dal nido per un po' e fare il primo volo senza la mamma, conoscere posti e persone nuove... Tutto questo è troppo elettrizzante!
Ho appena finito il primo anno di scuola e adesso sto per andare alle colonie; tre settimane lontano da casa e da ciò che conosco bene. Insieme a mia sorella stiamo per fare un viaggio lungo 300km - niente mamma, niente papà, niente telefono per sentirli. Solo cartoline per dire che va tutto bene e che ho speso tutti i soldi.



Dopo un po' arriva un grosso cetriolo blu con quattro ruote: è il nostro pullman. Si aprono le porte e gli sportelli e da dentro arriva una ventata di puzza di carburante che non promette nulla di buono. Ma non bado a questo perché non vedo l'ora di salutare i miei, salirci su e partire. Come a scuola mi metto in prima fila perché non voglio perdermi nulla di questo viaggio!
Le ruote girano lentamente, la piazzetta che lasciamo alle spalle è piena di braccia alzate che scuotono l'aria fresca della mattina nel gesto di salutarci, e noi ricambiamo con entusiasmo.

Buche, percorsi stretti e vecchi, curve che si susseguono - le strade di ieri non erano come quelle di oggi e anche per percorrere brevi distanze ci si metteva molto più del dovuto. Quella volta, dentro quel pullman vecchio e puzzolente, scopro di soffrire di mal d'auto. Una brutta scoperta. La puzza di carburante, le curve, il posto a sedere sopra una ruota creano un mix tremendo - mi sento strana ma la mia timidezza non mi permette di dirlo all'accompagnatrice; non capisco nemmeno cosa sta per accadere. Ed ecco che la mia magliettina azzurra si ricopre di vomito che non riesco più a fermare, e subito dopo sento che mi segue anche mia sorella. Facciamo una gara a chi ne butta fuori di più, quindi il grande cetriolo blu si ferma per una sosta obbligata; bisogna tirare fuori tutti i bagagli per trovare quello nostro e cambiare i vestiti in mezzo alla strada... Mi vergogno da morire perché attraverso i vetri dell'autobus sento tutti gli sguardi focalizzati su di me - cosa che non mi è mai piaciuta - né prima né dopo l'accaduto. Il mio entusiasmo svanisce insieme alla colazione che ho rigettato.
Da quel momento durante i miei viaggi un sacchettino di plastica mi ha accompagnato sempre.

Questo è il ricordo della mia prima vacanza che senza genitori - mi accompagna ogni volta quando preparo le valigie per partire in estate. Quella vacanza non è cominciata nel migliore dei modi ma poi c'è stato tanto divertimento, amicizie nuove, scoperte, insegnamenti e esperienze uniche che hanno lasciato molti ricordi.

Oggi preparo i bagagli per tutta la famiglia. Mi muovo lentamente, sono distratta e forse un po' tesa; sto piegando le magliette, i vestitini e le mutande, cerco di far girare nella mia testa pensieri positivi per rendere questa azione più piacevole. Perché ciò che detesto di un viaggio e fare e disfare le valigie.
Così mi immagino di camminare lungo le strade e i percorsi conosciuti, guardare le vetrine che nel frattempo hanno cambiato aspetto o proprietario, incontrare le persone che non vedo da anni  e constatare con un certo orgoglio che tutti si invecchiano - tranne me. Grande illusione ottica.
Mi immagino di scuotere la sabbia in un gran setaccio di plastica e giocare con le mie figlie nella stessa sabbiera che mi accoglieva quando avevo la loro età.
Mi vedo guardare fuori dalla finestra: non vedo più la finestra di un'amica che abitava di fronte, perché il piccolo albero davanti al palazzo, negli anni è cresciuto a dismisura. Siamo cresciuti entrambi: il sorbo ed io.
Le valigie sono pronte.

Sto per tornare nel posto che mi ha visto nascere, crescere, maturare. Mi ha dato tanto e ora in cambio mi vede solo qualche volta - di sfuggita. Troppo poco, non quanto vorrei - perché si merita di più.
Sto arrivando e so che mi aspetti a braccia aperte, come sempre, piene di emozioni di ogni tipo che vuol regalarmi.
Ci rivediamo presto!

9 commenti:

  1. Buon buon buon viaggio, di tutto cuore.

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  2. Sarà una bellissima vacanza, so bene cosa provi e comprendo le tue emozioni. Rilassati, goditi la famiglia, il nuovo nipotino e le tue bimbe. Un grande abbraccio, Valeria

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  3. Aga, sono rimasta affascinata da come scrivi i tuoi post, e questo non è da meno, anzi: hai sviluppato un'abilità narrativa strepitosa, riesci a far vivere le tue emozioni e i ricordi come se fossero tangibili... e la cosa mi sorprende ancora di più pensando che non stai scrivendo nella tua lingua madre. Complimenti davvero, sei bravissima. Ti auguro una bellissima vacanza, la prima per le tue bimbe nel tuo Paese, se non sbaglio... Un bacio! Stefania.

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    1. Ti ringrazio Stefy, ci tengo a migliorare perché scrivere mi piace e questo blog è un'ottimo esercizio:-))
      Un bacio!

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  4. Buon viaggio carissima!!! Sono certa che tornerai carica di emozioni, ricordi e avventure da raccontare!!!! Buon ritorno a casa.

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    1. Grazie, è stato un viaggio pieno di emozioni!:-))

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  5. Ciao, sono di nuovo qui! Ho letto i vostri commenti mentre ero via, ora vi ringrazio: la vacanza è stata davvero bella e il ritorno in Polonia emozionante, come sempre:-))

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