lunedì 27 luglio 2015

Il rispetto si impara dalle piccole cose


Che una seduta da parrucchiera possa regalare diversi spunti di riflessione me ne sono accorta proprio l'ultima volta che ci sono andata. Dopo "La signora ficcanaso" ecco un altro episodio che è avvenuto lo stesso giorno e nello stesso posto. Non ero presente nella parte della vicenda che si svolgeva davanti al salone ma poi, pensando a com'era andata, mi sono immaginata la scena:

Giocava tranquillo sul marciapiede, quasi sfiorandolo con il naso. La mamma aveva ancora da fare per un po', ma quel "un po'" per lui era un'occasione per fare scoperte per conto proprio, senza nessuno che poteva disturbarlo. Alla sua età, due anni (e mezzo?), tutto può risultare interessante - anche la vita presente appena all'altezza dei ciuffi d'erba appena sbucati tra le piastrelle di un marciapiede. Perché in quei stretti corridoi fatti di terra secca, c'è una vita movimentata che noi grandi, dall'alto dei nostri cappelli, ombrelli e nasi non riusciamo a vedere quasi mai. Perché non vogliamo, perché andiamo di fretta, perché ci fa male la schiena, perché non ci interessa...

Invece lui li ha notati: quei piccoli insetti dal corpo esile ma forte, che giravano in fretta e apparentemente senza una destinazione. Le formiche. Il bambino le osservava interessato, le toccava con un piccolo bastoncino ma senza l'intenzione di fargli del male. Erano tantissime e si muovevano una dietro all'altra; lui le seguiva con lo sguardo interessato. Le pupille si muovevano velocissime da tutte le parti per riuscire a seguire i movimenti degli insetti. Magari poter essere minuscolo come loro, per poter entrare ovunque e poterle seguire! Chissà se avrebbero voglia di giocare? Come mai erano proprio lì? Qual era il ruolo di queste piccole operaie?
Forse è il caso di chiedere alla mamma? Lei sa tante cose...

"Mamma, mamma! Qui fuori ci sono le formiche!" - grida correndo all'interno del salone.
Da quel momento - seduta sulla mia poltrona massaggiante della parrucchiera - sono stata il testimone oculare e uditivo della faccenda.
"Ah sì?" - è la mamma che stava prestando un briciolo di interessa dall'alto del suo grosso turbante.
"Sì!" - ha risposto il bambino, saltando.
"Allora uccidile!" - Non era la mamma a parlare; da non credere, la signora ficcanaso ha colpito ancora! E da quel momento, come se avessero battuto un ciak invisibile, altre signore presenti si sono scattenate:
"Uccidile!"
"Tutte, eh!"
"Non ne lasciare nemmeno una!"

Credo di essere stata l'unica a rimanere senza parole. Me ne stavo seduta incredula, pensando a ciò che avevo appena visto e sentito. So che a certe cose al posto mio ci penseranno gli altri prima o poi ma... Come si fa ad incitare un bambino a "uccidere"? Che parola brutta poi... Tutta questa scena mi è sembrata brutta.
Per carità, si trattava "solo" di una formica. Magari fastidiosa o problematica in alcune circostanze (come tanti altri insetti, sicuramente!), ma questo non conta; mettere il seme dell'odio - così a prescindere - nel cuore limpido e semplice di un bambino, può essere il primo passo per far crescere un ragazzo e poi un adulto irrispettoso e intollerante verso gli altri. Prima li invitiamo a essere violenti, poi ci lamentiamo di avere intorno bambini aggressivi e bulli.

Mi sono immaginata la scena contraria: una gigante formica dotata di due occhioni senza espressione, che con una zampa lunga ma forte schiaccia il bambino... Una visione piuttosto spaventosa, vero?
Ricordiamoci che ci sarà sempre qualcuno più grande e più forte di noi, e che un giorno possiamo improvvisamente diventare piccoli e indifesi proprio come una formica che sulla sua strada incontra un uomo. In Polonia si dice: "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te".

L'amore e il rispetto per il mondo, per la natura, per gli altri - che abbiano zero, due, quattro, sei o più zampe/gambe - si impara da piccoli - e noi abbiamo il compito di trasmetterlo ai bambini. Spesso dobbiamo cominciare da noi stessi: aprire gli occhi e imparare a vedere, a comprendere, a compatire i più piccoli e i più deboli, pensare a come ciò che diciamo e facciamo può influenzare il futuro dei nostri bambini e valutare l'importanza e il peso delle parole che pronunciamo. E i bambini per imitazione impareranno da noi tutto ciò; i neuroni specchio sapranno bene come fare il loro lavoro.
Il rispetto si impara dalle piccole cose e fin da piccoli.

foto: rollingroscoe/morgueFile

6 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione!
    Mi sa che dovrò riflettere di più prima di dire a mio figlio di schiacciare il ragno malefico che si annida sul tetto di casa ! Anche se ho come scusante che i ragni ci mordono (soprattutto al nano), mentre quelli esterni, che non costituiscono pericolo, li lasciamo stare o al più distruggiamo solo al ragnatela molesta, non il ragno.
    E' vero che è veramente brutta questa incitazione alla violenza, soprattutto perchè da quel che hai raccontato, le formiche erano fuori, non in casa o simili e quindi non creavano danno, nè è stato spiegato al bimbo il perchè dell'ordine di morte immediata.

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    1. Ciao!
      Per quanto riguarda i ragni... Tocchiamo un tasto dolente!
      Io ho davvero tanta paura di ragni e non ci posso fare nulla, non riesco a conviverci... Ma con tutte le mie forze cerco di trattenermi davanti alle mie figlie - magari a loro piacciono?
      Per eliminare un ragno da casa mia ho trovato un modo apparentemente non violento (dico apparentemente, perché non trasmette il senso di violenza)... dico così: adesso prendo questo ragnetto (in mano un pezzo di carta igienica) e gli faccio un bagnetto! lo prendo con la carta e lo butto nel water... vorrei lasciarlo in pace ma proprio non ci riesco a stare vicino!!!

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  2. Che scena raccapricciante Agnieszka! Certo, si tratta "solo" di formiche ma è davvero da piccoli che si impara il rispetto per l'altro, per il diverso, per il più piccolo, per il più debole... Certo, un bimbo di due anni che schiaccia le formiche può far sorridere ma uno di quattro che "seziona" una cavalletta? È da noi adulti che imparano come comportarsi, sta a noi insegnare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ci penserà la vita a dare le batoste. Ma se avranno le basi sapranno reagire, non certo agire con violenza! Quanta leggerezza e superficialità vedo in giro, mi si spezza il cuore! Tu, signora ficcanaso, continua a ficcanasare e a darci argomenti di discussione, un bacio grande!

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    1. Hai ragione valeria: leggerezza e superficialità... Ahimè!

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  3. hai ragione...il rispetto è un valore che va trasmesso sin da piccini e verso tutto e tutti

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