martedì 25 agosto 2015

No, no, no! Io questo non lo mangio!



Tra parenti e amici è risaputo che tuo figlio è una buona forchetta, che mangia praticamente tutto e capita spesso che senza batter ciglio a fine pasto mostri un piatto vuoto. Sei abituata agli sguardi di altri commensali pieni di stupore quando al ristorante spazzola via il pasto senza distrazioni e senza frignare - per te andare a mangiare fuori con lui è un vero piacere! Le persone lo guardano curiose e si complimentano con te - perché è proprio grazie a te che tuo figlio è così interessato al cibo, così concentrato sul pasto, così abile a mangiare con la forchetta. Tocca il cibo, lo annusa, a volte gioca un po' per capire di cosa è fatto... Ma alla fine assaggia tutto. Qualche volta - soprattutto agli inizi dell'avventura con l'alimentazione complementare a richiesta - intorno a lui, per terra c'era di tutto di più, ma questo era solo un effetto collaterale dovuto alla mancata padronanza di coordinazione oculo-manuale;-)) Ora ha raggiunto ottimi risultati nel mangiare con le posate e senza sporcare.

Non importa quanto mangia; la sua volontà di sperimentare, di conoscere, di assaggiare i cibi è la cosa più importante. È così bello quando immerge le manine nel suo piatto pieno di risotto o minestra... Lo guardi con due cuoricini al posto degli occhi, così fiera di lui e ovviamente di te stessa, perché sei riuscita ad educarlo a mangiare tutto.
Ma all'improvviso...
Non riconosci più tuo figlio.
Lo guardi e ti chiedi chi te lo ha scambiato, perché al posto di un bambino che assaggia tutto ti ritrovi un piagnucolone col muso lungo che vuole mangiare solo poche cose - anzi, pochissime. E ne rifiuta tante: "Questo non lo mangio!"/"Io non ho fame!"/"Io voglio la pasta!"/"Non mangio i spinaci!".

Vorrebbe vivere di pane e di pasta - preferibilmente senza sugo. Eventualmente con una spolverata di parmigiano. Niente verdure: ma come ci pensi mamma? Oppure mangerebbe solamente carne o dolci. Se potesse decidere sempre lui... Non vuole cenare ma il gelato dopo cena lo divora in un battibaleno. Un pomodoro per merenda? Sì, volentieri! Memorizzi in fretta che il pomodoro gli piace e lo riproponi il giorno dopo - ma tuo figlio non è più interessato. Sembra che odi i pomodori e abbia voglia solo di un cetriolo. Improvvisamente ruba dal tuo piatto un pezzo di orata che fino all'altro ieri sputava... Ciò che piace oggi fa storcere il naso domani e vice versa. Ti confondi, non ci capisci più nulla.*

Ti riconosci in questa situazione? Sappi che non sei sola; ciò che hai appena letto lo sto vivendo in prima persona con Anastasia di tre anni e mezzo (la piccola, Adele, è ancora nella fase che regala grandi soddisfazioni;-)) e sono sicura che tanti altri genitori sono nella stessa situazione. Io ho due bambine autosvezzate e solo di questa esperienza posso parlare; posso dire che anche i bambini svezzati in questo modo (che nella credenza popolare mangiano sempre tutto), ad un certo punto diventano selettivi.

Cosa succede?
Nulla di grave: succede che i bambini cambiano - semplicemente. Cambiano in continuazione: crescono, maturano, imparano come funziona il mondo. I cambiamenti fanno parte dell'infanzia e fanno parte della vita. I bambini cambiano in tutti i loro aspetti e anche il loro gusto per i cibi cambia. La fase iniziale dello svezzamento è molto entusiasmante; conoscere nuovi sapori è eccitante e i bambini mangiano praticamente tutto ciò che gli viene proposto. Poi, da un giorno all'altro sentiamo la protesta: "No!"

Ci preoccupiamo: "Forse non gli piace?" e corriamo a preparare altro. Ma quando altre proposte vengono rifiutate va a finire che il bambino mangia per una settimana le stesse cose o va a letto senza cena. Ovviamente può succedere che il bambino stia poco bene, sia triste o preoccupato per cui non ha fame, ma questo è un'altro discorso.
Durante lo svezzamento i bambini attraversano varie fasi e dopo l'allenamento iniziale, dove hanno conosciuto e sperimentato diversi sapori, arriva il momento della verifica. Passa il tempo e il bambino comincia a essere consapevole dei sapori che sente: capisce che un uovo ha un gusto diverso rispetto a una torta al cioccolato o che il limone è troppo aspro per mangiarne uno spicchio intero. Non gli è più così indifferente cosa viene servito a tavola, cosa mettiamo nel suo piatto. Sa cosa gli piace e sa come esprimere le sue preferenze. E cambierà in continuazione finché le sue papille gustative non si tranquillizzeranno e non arriverà ad avere i suoi gusti personali più definiti... Ma mai definitivi. Io stessa ho cominciato a mangiare carciofi a trent'anni passati, i finocchi ancora più tardi... Mai avrei pensato di apprezzare la dolcezza del melone! Eppure non tanto tempo fa è successo!

Qual è la soluzione?
Sappiate che vorrei conoscerla anch'io!:-D
Credo che la migliore sia quella di accettare questi cambiamenti e rispettarli (lo so, è difficile!). Avere la pazienza e aspettare. La buona notizia è che questo stato di cose non durerà per sempre, e la notizia ancora più bella è che i bambini - quando godono di buona salute - non si faranno mai morire di fame. Se tuo figlio non ha mangiato il pranzo lo potrà mangiare dopo, ovviamente se resisti alla tentazione di riempirlo di dolci prima (dalla serie: l'importante è che mangi);-))
Quando le cose cambieranno? Non lo so. Io - come te - sono in piena fase di rifiuto del cibo. Quindi visto che siamo sulla stessa barca: che ne dici se aspettiamo insieme?;-))

*Ai confusi e/o disperati consiglio la lettura del libro "Il mio bambino non mi mangia" di C. Gonzàlez

6 commenti:

  1. passa passa, posso assicurarti che passa.. e poi ogni tanto torna!! come dici giustamente tu l'importante è non demoralizzarsi e continuare a proporre cose buone e sane.. e non cadere nel rischio di dargli da mangiare qualsiasi cosa... basta che mangi!!

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    1. lo so che passa... in realtà sono molto lontana sia dall'ansia che dall'essere demoralizzata. Non sono mai stata così, anzi - se non vuole mangiare ciò che propongo - pazienza. Mangerà più tardi!
      Ma la pazienza ci vuole tanta!

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  2. A volte è un vero dramma! I miei mangiano abbastanza ma non molto vario... E hanno passato varie fasi come quelle di cui parli tu e li lascio abbastanza liberi. Cerco, ora che hanno 5 è quasi 8 anni, di insegnare loro che il cibo non si spreca, che devono finire quel che si mettono nel piatto. Questo è un altro dramma soprattutto per la piccola che mangia spesso e poco. Ora siamo in Austria e lei soprattutto fa fatica ad abituarsi a nuovi sapori, li rifiuta e spesso non mangia...mi sono attrezzata, le do il latte prima di andare a letto, anche se non ne beveva quasi più lo preferisce ad altro. Coraggio, ti sono vicina!!!😜

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    1. Grazie!:-))
      Immagino che i nuovi sapori possono essere difficili da accettare:-))
      Poi in Austria si mangia decisamente in modo diverso che in Italia.

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